Informazioni Tariffarie

Sull'aspetto tariffario del rapporto tra avvocato e cliente, vogliamo sottolineare che la scelta dell'avvocato non va compiuta soltanto alla stregua di valutazioni economiche, ma deve essere conseguenza della fiducia che si ripone nel difensore e nelle sue capacità professionali. Per molti clienti, inoltre, oltre all’aspetto prettamente professionale, sono rilevanti anche profili più squisitamente personali ed umani. In definitiva, la scelta dell’avvocato è frutto di valutazioni del tutto personali e l’aspetto tariffario, seppur importante, non dovrebbe essere l’unico motivo determinante della scelta.

Tenendo comunque a mente ciò, al fine di rendere più trasparente, anche sotto il profilo tariffario, il rapporto con i nostri clienti, abbiamo predisposto delle formule di compenso che, di massima, consentono al cliente di prevedere la spesa che si troverà ad affrontare. La scelta in concreto dell'una o dell'altra formula sarà dettata dalle caratteristiche del caso concreto che porterete alla nostra attenzione. Ci riserviamo, in ogni caso, di indicare al cliente la formula che intendiamo applicare.

Di seguito una sintesi delle principali formule tariffarie che proponiamo. Precisiamo che tale sintesi ha valenza soltanto indicativa e che gli obblighi reciprocamente assunti restano disciplinati esclusivamente dagli accordi conclusi caso per caso con i clienti.

Compenso tipo flat o a forfait

Compenso a percentuale

Convenzione omnibus

Patrocinio a spese dello Stato

Compenso in base ai parametri

 

Compenso tipo flat o a forfait

Si tratta di un metodo tariffario che prevede un compenso predeterminato per tutto il procedimento, indipendentemente dal numero di attività che saranno concretamente svolte. 

Una variante della stessa formula tariffaria, invece, prevede un compenso predeterminato per ciascun anno o frazione di anno di durata della causa.

All’atto del conferimento dell’incarico, saranno indicati in anticipo sia il compenso complessivamente richiesto (o, nella variante, quello richiesto per ogni anno di causa) sia le modalità e le scadenze per il versamento degli acconti e del saldo finale.

Questo metodo tariffario è applicabile ad alcuni tipi di procedimenti, tra i quali, per esempio, separazioni consensuali, ricorsi per decreto ingiuntivo, procedimenti di licenza o sfratto per finita locazione o sfratto per morosità, procedimenti cautelari, giudizi di appello ove non sia necessaria l'assunzione di prove etc. Più in generale, possiamo dire che questo metodo tariffario è applicabile a quei procedimenti in cui possiamo ragionevolmente prevedere il numero e la complessità delle attività che si renderanno necessarie.

 

Compenso a percentuale

Questa formula prevede che il cliente versi un acconto iniziale in misura ridotta e che il saldo del compenso sia proporzionale al risultato concretamente raggiunto al termine del giudizio, sia nel caso in cui si ottenga la condanna della controparte al pagamento di una somma, sia quando si raggiunga l'obiettivo del risparmio sul pagamento inizialmente preteso dalla controparte.

Tale formula è applicabile soltanto ai giudizi aventi ad oggetto il pagamento di una somma di denaro. Per ovvie ragioni, infatti, non può parlarsi di percentuali in giudizi diversi quali, per esempio, quelli per separazione, sfratto, rivendica di proprietà etc.

 

Convenzione omnibus

Applichiamo questa formula tariffaria specialmente alle imprese che desiderano essere assistite in via continuativa. La formula prevede la stipulazione di una convenzione scritta e il pagamento di un compenso fisso periodico (mensile o trimestrale) da stabilirsi caso per caso in base alle dimensioni dell'impresa e all'impegno che prevedibilmente tale assistenza continuativa ci richiederà. Il compenso fisso comprende l'attività di consulenza, con il rilascio di pareri in forma sintetica su questioni giuridiche indipendentemente dal numero delle stesse, nonché la rappresentanza in alcune tipologie di giudizio espressamente indicate nella convenzione (ad esempio, procedimenti per decreto ingiuntivo per il recupero di crediti insoluti) sempre a prescindere dal numero degli stessi. Le attività non espressamente indicate nella convenzione non rientrano nel compenso fisso e vanno ricompensate a parte, come pure andranno anticipate a parte le spese vive. È inoltre possibile, nella convenzione, predeterminare la formula tariffaria o le formule tariffarie che saranno applicate alle attività non coperte dal compenso fisso.

 

Patrocinio a spese dello Stato

Con l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato il cliente non versa alcun compenso all'avvocato per l'opera prestata, che sarà ricompensata dall’erario.

Possono accedere al patrocinio a spese dello Stato i soggetti con reddito familiare annuo inferiore ad € 11.369,24, come risultante dall’ultima dichiarazione dei redditi. Per la determinazione del reddito familiare deve farsi riferimento alla somma dei redditi posseduti da tutti i membri della famiglia anagrafica (in sostanza, tutti i conviventi, anche se non legati da vincolo di parentela) di chi intende accedere al beneficio: se il valore così ottenuto sarà inferiore o pari al suddetto ammontare, sarà possibile essere ammessi. Qualora  il giudizio per cui si richiede l'ammissione sia contro un altro componente della famiglia anagrafica (come, per esempio, nelle cause di separazione tra coniugi), il reddito di quest'ultimo non dovrà essere incluso nel calcolo.

Per essere ammessi al patrocinio a spese dello Stato occorre presentare una richiesta al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati del circondario ove dovrà svolgersi il giudizio, il quale valuterà, sulla base delle dichiarazioni rese dalla parte e dei documenti depositati, che la difesa che la stessa parte intende svolgere in giudizio non sia manifestamente infondata. Di tale incombenza ci occupiamo noi.

È bene chiarire che con il patrocinio a spese dello Stato non è lo Stato a fornire il nominativo dell’avvocato, ma è possibile scegliere un avvocato di propria fiducia, purché iscritto nelle apposite liste tenute dall'Ordine degli Avvocati di appartenenza.

Assistiamo i clienti che possiedono i requisiti per l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato nelle cause civili e di volontaria giurisdizione.

 

Compenso in base ai parametri

Questa formula tariffaria fa riferimento al D.M. 10 marzo 2014, n. 55 (Regolamento recante la determinazione dei parametri per la liquidazione dei compensi per la professione forense).

Si tratta della formula applicabile a tutti i casi in cui non applichiamo una delle precedenti.

In base alle tabelle (link attivo) allegate al detto D.M., i vari tipi di procedimento, individuati in base all'autorità giurisdizionale competente (giudice di pace, tribunale, Corte di Appello etc.), al valore e all'oggetto (cause di lavoro, di previdenza, esecuzioni etc.), sono suddivisi in fasi (fase di studio, fase introduttiva, fase istruttoria, fase decisionale). Ad ognuna delle fasi corrisponde un compenso. L'importo ottenuto sommando i compensi delle varie fasi va poi maggiorato, ai sensi dell'art. 2 D.M., del 15 %. Tale maggiorazione serve a coprire le cosiddette spese generali (di trasporto, segreteria, materiali di consumo, conduzione dello studio legale etc.).